“Images’ influence on Eating Disorders: The Cognitive and behavioral impact of social media”

Abbiamo il piacere di condividere con voi un lavoro di una nostra amica, Gabrielle Cova che ha conseguito la laurea lo scorso inverno presso l’Università Bocconi di Milano con una tesi dal titolo  “Images’ influence on Eating Disorders: The Cognitive and behavioral impact of social media”

Vi proponiamo uno stralcio del suo progetto di tesi perché riguarda Social e Disturbi Alimentari, Gabrielle ha eseguito uno studio molto interessante utilizzando I

“Alla diffusione negli anni 2000 dei siti pro ana e pro mio è seguita, a partire dal 2012, quella della Mobile App, Tumblr e Instagram in primis (l’hashtag  #ana è stato digitato 7.9 milioni di volte). Il loro successo risiede certamente nella capacità di creare un senso comunità e di supporto sociale, favorendo la libertà d’espressione senza timore del pregiudizio sociale.

Nella sua tesi di laurea dal titolo “Images’ influence on Eating Disorders: The Cognitive and behavioral impact of social media” svolta presso l’Universita Bocconi di Milano, Gabrielle ha voluto indagare la relazione esistente tra immagini e testo (hashtag e commenti) nell’influenzare lo stato emotivo e cognitivo dell’utente di un profilo Pro- DCA.

E’ stato creato un falso profilo Instagram Pro-Dca , sottoposto quotidianamente per una settimana alla visione di 12 ragazze (di età compresa tra i 21 e i 25 anni, non affette da DCA) che hanno annotato le loro considerazioni (emozioni e pensieri) su un diario personale.Il finto profilo Instagram, “My_p.A2”, è costituito di SOLE immagini (riguardanti immagini esplicite e forti come il body checking, strumenti quali bilance o metro, oppure immagini di fantasia non pertinenti ai disturbi alimentari),evitando l’utilizzo della parte testuale-descrittiva (hashtag e commenti), in modo da testare la capacità delle  immagini di generare cambiamenti a livello comportamentale e cognitivo. Il risultato che ha destato più curiosità è stato quello dell’Abituazione:col passare dei giorni infatti le ragazze hanno trovato anche le immagini più crude come ripetitive, monotone, percependo uno stato di apatia-> Eleonora M, 23; “Generalmente questo tipo di immagini mi disgusta, anche se, rispetto a ieri, lo sono di meno, perché penso di essermici abituata ad averle nella Home”.

L’impatto cognitivo ed emotivo è stato invece riscontrato in quelle immagini  corredate da un supporto testuale e descrittivo (hashtag e commenti),  poiché consentono all’utente di avvicinarsi e comprendere il mondo interiore del proprietario del profilo. Anche nei profili Instagram volti alla promozione del benessere psicofisico e di uno stile di vita salutare, l’unione tra immagine e testo sembra avere un impatto maggiore.

Ricordiamo che esistono infatti anche profili di ragazze che si sono fatte forza e hanno avuto il desiderio di condividere la loro esperienza con tutti attraverso  post che raccontano brevemente  cosa le ha portate a cadere nel vortice dell’anoressia, vortice dal quale sono riuscite ad uscire, diventando così le perfette testimoni che dall’Anoressia si può guarire!

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