Modello di trattamento psicoeducazionale di gruppo in parenti di pazienti affetti da DCA 

  Ieri una nostra collega e socia, la dottoressa Sara Covili, ha partecipato alla 20 edizione del Congresso Nazionale della Sociata Italiana di Psicopatologia (SOPSI) con una ricerca sul trattamento dei parenti di pazienti affetti da DCA attraverso un percorso di gruppo psicoeducativo.

Vi mostriamo l’ abstract del lavoro presentato.

Modello di trattamento psicoeducazionale di gruppo in parenti di pazienti affetti da DCA (Sara Covili, Paolo Boeri, Simona Anselmetti, Giandomenico Schiena, Gloria Faraci, Sara Bertelli). Ambulatorio Disturbi della Condotta Alimentare, AO San Paolo, Milano

Durante gli ultimi venticinque anni il trattamento ambulatoriale basato sulla famiglia si è gradualmente affermato come un autorevole approccio terapeutico nella gestione dell’esito positivo del trattamento dell’Anoressia Nervosa in adolescenza (Le Grange 2005; Latzer et al. 2003, 2002). La preoccupazione esperita da genitori di pazienti affette da DCA può provocare forti reazioni emotive che conducono ad un coping disfunzionale, come il fatto che i genitori incolpano loro stessi per non avere riconosciuto il disturbo abbastanza presto o per aver ritardato la ricerca di un aiuto professionale (Sassaroli, Ruggiero, 2010).L’obiettivo dello studio consiste nell’indagine dell’efficacia di un intervento psicoeducazionale di gruppo sui livelli di stress e sulle abilità di coping dei familiari (genitori e partner) di pazienti DCA.

Il campione è formato da 50 familiari di pazienti affette da disturbi alimentari secondo DSM V (Anoressia, Bulimia e BED). I parenti vengono valutati tramite questionari autosomministrati (FAD o Family Assessment Device, COPE, MSPSS, VRS) all’inizio del trattamento (T0) e al termine dopo 8 incontri (T1). Le sedute di gruppo sono della durata di un’ora e trenta minuti ciascuna, con cadenza quindicinale, e gli argomenti trattati sono: la natura dei disturbi alimentari, i fattori di rischio scatenanti e di mantenimento, gli stili comunicativi familiari, le strategie di coping e l’assistenza ai pasti.

 RISULTATI

Attesi: Si ipotizza al termine del trattamento una riduzione dei livelli di stress avvertito dai familiari, l’aumento della percezione di supporto sociale vissuta dagli stessi, il miglioramento delle abilità di coping e del funzionamento familiare.

Ottenuti: I risultati preliminari su un sotto-gruppo di 33 familiari hanno mostrato un miglioramento significativo dei punteggi di alcune sottoscale del COPE e delle sottoscale di Comunicazione, Coinvolgimento Affettivo e Funzionamento Generale del questionario FAD, indicando una riduzione del senso di colpa e il miglioramento della capacità di inquadramento dei problemi.

I gruppi psicoeducativi hanno mostrato un’efficacia nel modificare positivamente alcune modalità di coping e le modalità di comunicazione all’interno del nucleo familiare, con una risonanza positiva sul funzionamento generale della famiglia. Il necessario sviluppo dello studio si focalizzerà sull’ipotesi secondo la quale una migliore gestione psicoeducazionale del disturbo abbia anche ripercussioni positive sul disturbo stesso.

 

 

 

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