Report dal terzo Convegno Nazionale della SIPA: “Dalle neuroscienze alle psicoterapie – nuovi paradigmi per la comprensione dei disturbi dell’alimentazione”

Il 16 e 17 giugno si é tenuto a Lecce il terzo convegno nazionale della Società Italiana di Psicopatologia dell’Alimentazione (SIPA), all’interno del festival “Pe(n)sa differente”, una manifestazione di sensibilizzazione, informazione e formazione sui disturbi alimentari.

Abbiamo partecipato con entusiasmo ed interesse sia come clinici sia in rappresentanza di Nutrimente Onlus, riconoscendo grande professionalità negli operatori e grande entusiasmo nei genitori rappresentati dalle diverse associazioni, insieme per collaborare e per affrontare questa difficile problematica da tutti i punti di vista possibili.

Nello specifico il Convegno “Dalle psicoterapie alle neuroscienze” ha affrontato 4 filoni di indagine molto interessanti ed innovativi, che possono aiutarci non solo come clinici ma anche nel creare programmi sempre più efficaci. Gli argomenti che sono stati trattati :

  1. L’importanza della valutazione degli eventi traumatici (fisici, psicologi e sessuali) in età infantile, che determinando stili di attaccamento disfunzionali, spesso risultano fattori determinanti nell’esordio dei DCA. Da questo risulta quanto sia importante il trattamento e la risoluzione del trauma il prima possibile in termini preventivi del disturbo, e l’inserimento di un trattamento specifico per la risoluzione del trauma all’interno del programma terapeutico una volta che il disturbo sia già presente.

  2. La difficoltà a condividere gli obiettivi di cura tra paziente, genitori e operatori. Molto spesso infatti all’inizio della terapia gli obiettivi sono diversi (per gli operatori il recupero del peso, per le pazienti la riduzione del l’ansia, per i genitori il cambiamento di comportamento). Durante il convegno abbiamo assistito ad un’interessante tavola rotonda che ha messo a confronto le Associazione dei genitori, che fanno prevenzione (tra cui il Coordinamento Nazionale a cui siamo affiliati) con gli operatori, uno stimolo per numerose riflessioni. Il nucleo della collaborazione si basa proprio sull’idea che le pazienti vadano viste nella loro complessità e nel loro contesto, per cui il supporto della famiglia e dei genitori é fondamentale, sia nella prevenzione che nella cura. I nostri progetti che includono interventi di formazione per i medici di base e per gli insegnanti di danza partono proprio dall’osservazione di quanto informare e creare una collaborazione con i famigliari e con chi più in generale si occupa degli adolescenti (insegnanti, allenatori, pediatri di base) sia fondamentale nella prevenzione e nella cura precoce.

  3. L’importanza delle neuroscienze nella prospettiva futura per la ricerca dei fattori di rischio della malattia e di nuove metodologie di cura, sia farmacologiche che psicoterapeutiche: sono stati presentati studi molto interessanti sulla morfologia cerebrale, sul neuroimaging funzionale, sulla capacità di riconoscere i sapori, sugli esiti sul cervello della durata della malattia. La ricerca sui disturbi alimentari in Italia si trova davvero a livelli molto alti!

  4. La complessità dei disturbi alimentari è caratterizzata da un’alta comorbilitá (cioè la presenza di almeno 2 o 3 disturbi in contemporanea) e dalla difficoltà della diagnosi, che quindi esita nell’esigenza di affidarsi a personale estremamente specializzato su questi disturbi e che sia in grado di identificare i diversi aspetti psicopatologici della malattia.

Simona Anselmetti,

Nutrimente Onlus

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