Seminario prof Micali: Anorexia and Pregnancy

Nutrimente prosegue con le giornate di formazione, in questo caso da spettatrice: venerdì 21/10, presso la sede di Monza dell’Università Bicocca, ha avuto luogo un interessante seminario dal titolo “Anorexia  and Pregnancy” tenuto da una figura  di spicco del panorama internazionale della psichiatria: Nadia Micali, MD/PhD/MRCPsych presso l’Institute of Child Health (UCL) e l’Eating and Weight Disorders Program (dept. Psychiatry) presso l’Icahn School At Mount Sinai di New York.

La Prof.ssa Micali ha inizialmente passato in rassegna le principali motivazioni all’indagine della relazione tra disturbi alimentari e gravidanza, un binomio solo apparentemente contrastante: anzitutto l’esiguo numero di studi di ricerca, la sottostima dei DCA in gravidanza e soprattutto la possibilità di intervenire sui sintomi alimentari con maggiore efficacia in questo particolare momento della vita. E’ infatti stato osservato come molte donne con diagnosi- passata o presente- di  DCA, riportino di vivere più serenamente durante la gravidanza il rapporto con il cibo e il corpo, al punto da portare i ricercatori a coniare il termine “honey moon” per definirlo: una fase cui contribuiscono indubbiamente le modifiche  ormonali, in qualità  di fattore evolutivo protettivo, ma anche la percezione di sentirsi legittimate a nutrirsi in maniera più adeguata in funzione di un obiettivo più importante: la salute del bambino.

Si è proceduto  con l’analisi delle seguenti tematiche: la fertilità nei disturbi alimentari( il 16-20% dei trattamenti per la fertilità sono richiesti da donne con DCA), la pianificazione o intenzionalità alla gravidanza (l’amenorrea indotta dal sottopeso implica spesso una sottostima della probabilità di rimanere incinta) , la prevalenza dei DCA in gravidanza(AN:0,5%;BN:0,1%;BED:1,8%; NAS:5%) i sintomi patologici DCA più persistenti nel secondo trimestre di gravidanza (il binge eating rimane il più frequente, seguito da  digiuno, esercizio eccessivo, vomito autoindotto ed utilizzo di lassativi/diuretici), la presenza di ansia e/o depressione in fase perinatale ed i rischi ostetrici e ginecologici sul feto (nascita prematura, morte perinatale etc.).

E’ stato mostrato in seguito uno studio osservazionale con metodo qualitativo (IPA: Interpretative Phenomenological Analysis) condotto su un campione di 11 madri con sintomi DCA, attraverso il quale sono stati identificati 5 temi  principali comuni in tutti i soggetti: 1) “Approaching Pregnancy”, 2) “Early Pregnancy: A difficult transition”, 3) “Middle to late pregnancy: Assuming the pregnancy identity”, 4) Post-partum: Loss of the pregnancy body and pregnant identity”, 5)Multiparous pregnancies. Di seguito le conclusioni emerse dallo studio:

  • i sintomi DCA possono migliorare durante la gravidanza ma le distorsioni cognitive permangono;
  • il focus terapeutico dev’esser posto sui cambiamenti relativi all’identità e alla guarigione dal DCA;
  • per le donne affette da DCA il post partum rappresenta un momento particolarmente difficile (“End of the Honeymoon”);
  • la motivazione al cambiamento è maggiore durante la prima gravidanza, che rappresenta dunque una finestra temporale importante su cui intervenire;
  • è fondamentale la  continuità del trattamento sia gravidanza che nel postpartum

Il seminario ha visto la partecipazione di figure professionali provenienti da ambiti diversi (psichiatria, neuroscienze, ginecologia, psicologia etc), sintomo di un forte interesse verso l’argomento, che per la sua complessità necessità di un approccio multidisciplinare, da non delegare ad un’unica figura di riferimento.

Share